Arpocrate è la manifestazione del dio Horus, figlio di Osiride e Iside, come bambino o adolescente; il suo nome deriva appunto dall'egiziano Ḥr-pꜣ-ẖrd (Her-pa-khered), “Horus Bambino”, ed è normalmente rappresentato con la treccia detta ‘della giovinezza’ sul lato destro della testa e con il dito portato alla bocca, gesto tipico dell’infanzia. In epoca greco-romana, tuttavia, il dito sulle labbra fu reinterpretato come un’esortazione al silenzio, connettendo così Arpocrate alla segretezza dei misteri osiriaci, e all’ineffabilità del principio divino.
Nella tarda epoca faraonica, Arpocrate divenne estremamente popolare, ed è una delle divinità maggiormente riprodotte nella coroplastica dell’Egitto greco-romano. È infatti un protettore dell’agricoltura, dell’ambiente domestico e dei bambini, invocato per la fecondità di tutti gli esseri viventi, e come difensore dagli animali velenosi.
Nelle figurine fittili, è frequentemente rappresentato in piedi, nudo o con un himation avvolto intorno alle anche o sulle spalle, secondo stilemi “classicheggianti”, oppure con la doppia corona dell’Alto e del Basso Egitto, o altre corone della tradizione egiziana. Altri suoi attributi sono la cornucopia, vasi, focacce e vino, e, spesso, un grosso fallo, a significare le sue funzioni di dispensatore di cibo e di fertilità.






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Ultimo aggiornamento
27.05.2026