
Reperti per contenere prodotti cosmetici, diffusi in grande quantità in tutto il bacino del Mediterraneo, sono noti con il nome di unguentari o ampullae: il solo scavo fiorentino ad Arsinoe ha restituito più di settanta unguentari fittili analoghi, per lo più in buone condizioni, da vari punti del sito. Si tratta di piccoli contenitori fabbricati in materiali diversi, più o meno pregiati, come alabastro, bronzo, ceramica o vetro, utilizzati per unguenti, essenze e olii ad uso medico o cosmetico.

I. Bonati, Il lessico dei vasi e dei contenitori greci nei papiri. Specimina per un repertorio lessicale degli angionimi greci, Berlin - Boston 2016, pp. 15-25; 113-121.
A. Camilli, Ampullae. Balsamari ceramici di età ellenistica e romana, Roma 1999, pp. 100; 102-103 (Tav. 27; B.32.8).
R. Cappelli (ed.), Bellezza e Lusso. Immagini e documenti di piaceri della vita, Roma 1992, pp. 46-47.
M.-Ch. Grasse (ed.), L’Égypte. Parfums d’histoire, Paris - Grasse 2003, in part. p. 111;
A. Łajtar - A. Południkiewicz, Medicinal Vessels from Tell Atrib (Egypt), Études et Travaux 30 (2017), pp. 315-337, in relazione al contesto termale da cui provengono piccoli contenitori di età tolemaica, utilizzati per il lykion, medicinale estratto dall’omonima pianta;
S. Russo, Ancora sul crossover fra reperti archeologici e papiri: il caso della ‘Tomba di Hawara’, in ComunicazioniVitelli 15, Firenze 2024, pp. 95-120.
Ultimo aggiornamento
10.05.2026