Sono 263 i manici d’anfora ritrovati durante lo scavo dell’Istituto ad Arsinoe, oggetto di un recente studio sistematico da parte di Rizzo-Manfredi, da cui sono ripresi i dati di questa scheda. Due di essi (AR 2 e AR 3) hanno indicazioni della provenienza precisa dall’Ambiente 18, una cisterna ellittica nell’area D a sud (cfr. Rizzo-Manfredi, p. 10). Moltissimi, invece, sono stati ritrovati in cumuli, ma è possibile che possano costituire un unico deposito. Fra essi, gli altri tre manici qui descritti, che presentano stampigli di un certo interesse per ricavare informazioni circa il luogo d’origine delle anfore a cui appartenevano e il loro contenuto, gettando così luce sui prodotti di importazione che affluivano ad Arsinoe.
Sono un totale di oltre 2000 esemplari le iscrizioni su anfora provenienti da Arsinoe, conservati anche in altre istituzioni italiane ed europee. Di quelle conservate a Firenze la maggior parte proviene da Rodi (88%), una quantità inferiore dall’Italia (7, 98%) e percentuali minori da Cnido, Cos e dalla Panfilia (tra l’1% e il 2% ciascuno). I dati sono in linea con le percentuali rilevate nelle altre collezioni. Da Rodi era importato vino addizionato con acqua di mare, che aveva un certo successo tra i Greci d’Egitto in epoca tolemaica, da Brindisi anfore olearie. Dall’Italia i prodotti arrivavano in Egitto passando per Delo, attraverso negotiatores (mercanti specializzati). I timbri, tutti databili al III-I sec. a.C., potevano essere apposti su entrambe le anse di un contenitore di vino. Da una parte si indicava il nome del vasaio, come per es. AR 2 ῾Ιεροκλ(εῦϲ) e AR 59 Μαρϲύα / Δαλίου entrambi da Rodi, mentre AR 3 Κλίτια fa parte del gruppo di anfore Cosie con anse bifide, ed eventualmente il mese di fabbricazione. Dall’altra parte era stampigliato il nome dell’arconte eponimo, preceduto dalla preposizione ἐπί, e talvolta seguito dal nome del mese, come per es. AR 143, Ἐπὶ Μυτίωνοϲ Βαδρομίου, da Rodi, con l’eponimo ben noto Μυτίων assegnato alla fine del III sec. a.C. (222/217 oppure 208, a seconda degli studiosi), e AR 181, Ἐπὶ Κλενοϲτράτου ῾Υακινθίου, da Rodi, con l’eponimo Κλενόϲτρατοϲ assegnato al 126 a.C.
In un paio di casi oltre al testo è presente anche una figura, inserita all’interno di un cerchio: in AR 143 una rosa, in AR 181 una testa da cui partono dei raggi, entrambi simboli di Rodi.


Catalogo generale e studio dettagliato: M. Manfredi, F.L. Rizzo, L’instrumentum inscriptum dagli scavi di Arsinoe: Anfore e mortaria nella raccolta dell’Istituto Papirologico “G. Vitelli” di Firenze, Firenze 2025;
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Ultimo aggiornamento
10.05.2026