PSI inv. 3054 + P.Lund I 6 + P.Mil.Vogl. I 16 + P.Tebt. II 677 + P.Tebt. II 681 + P.Tebt.Suppl. 1017 + P.Carlsb. s.n.
Scheda Tecnica
Inventario: PSI inv. 3054 + P.Lund I 6 + P.Mil.Vogl. I 16 + P.Tebt. II 677 + P.Tebt. II 681 + P.Tebt.Suppl. 1017 + P.Carlsb. s.n. (TM 59149)
Datazione: I-II sec. d.C.
Luogo di conservazione: Firenze, Istituto Papirologico “G. Vitelli”; Lund, Universitetsbibliotek; Berkeley, Bancroft Library; Milano, Università Statale. I frammenti della Carlsberg papyrus collection sono stati donati all’Istituto Papirologico “G. Vitelli”.
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Contenuto: Il rotolo di papiro, di cui sono stati identificati circa 60 frammenti, è scritto solo sul recto. Esso conserva un manuale medico che descrive le caratteristiche delle affezioni dell'apparato respiratorio e i relativi rimedi. Particolare attenzione è dedicata alla trattazione delle modalità pratiche di applicazione della medicina e dalla farmacologia alle malattie polmonari: esse devono fondarsi sulla semeiotica, che utilizza l’osservazione dei segni e dei sintomi per la formulazione della diagnosi, e sull’uso di terapie basate su norme dietetiche e farmacologiche. La dottrina medica rispecchia la tradizione ippocratica e le fonti specialistiche che confluiranno nel libro VII del De compositione medicamentorum secundum locos di Galeno. Essa si fonda sulla teoria secondo cui la malattia costituisce un’alterazione degli umori dell’organismo a causa di eccessi patologici, e la terapia deve essere pertanto finalizzata al ripristino dell’equilibrio originario.
La medicina greca rappresentata dalle fonti papiracee dell’Egitto greco-romano costituisce l’esito della mistione di tradizioni diverse. Traendo le sue origini dalla medicina specialistica greca (da Ippocrate a Galeno), essa conobbe ulteriori sviluppi grazie ai contatti con la scienza ellenistica e la tradizione medica indigena, ma anche sulla base dell’esperienza diretta di patologie specifiche della zona (principalmente le malattie cutanee e oftalmologiche). Evidenze papiracee sono costituite, oltre che dai trattati medici veri e propri, da testi medici più effimeri, come le etichette ai medicamenti, cataloghi di prodotti, prescrizioni, ricettari e ricette singole.
Nei papiri, non di rado si fa riferimento a dottori pubblici (δημόσιοι ἰατροί), operanti prevalentemente nelle metropoleis, ma ugualmente attestati nei villaggi maggiori. Così C. Menicius Valerianus, il “medico militare” di Karanis, probabilmente un veterano in pensione che aveva allestito uno studio-ambulatorio locale per fornire diagnosi e cure a tutti i veterani ritiratisi nel villaggio dopo anni di onorato servizio (BGU II 647). Il villaggio di Tebtynis, d’altro canto, ci ha restituito ben dodici papiri di letteratura medica greca, rivelando un diffuso interesse per la medicina e per gli effetti pratici della sua applicazione.
Numerose le testimonianze sull’esercizio di pratiche mediche all’interno del tempio di Sobek a Tebtynis: il rinvenimento di testi medici specialistici in lingua greca ed egiziana nel cosiddetto “deposito” della biblioteca lascerebbe supporre che i sacerdoti si avvalessero di entrambe le tradizioni per l’esercizio delle pratiche mediche. Accanto alla manualistica specialistica (e.g. PSI X 1180, un ricettario medico sulle dermatiti gravi che deturpano l’aspetto esteriore, e P.Tebt. II 679 + add., l’erbario illustrato), molteplici sono i riferimenti a sostanze e contenitori medici da utilizzare nel processo di imbalsamazione nei papiri greci e egiziani. Concorre alla ricostruzione, infine, il dato archeologico: gli edifici interni al recinto del tempio di Soknebtynis hanno restituito, tra l’altro, alcuni unguentari e contenitori per medicamenti.
Così scriveva, a tal proposito, Gilbert Bagnani, riconoscendo il nostro trattato medico:
“1 Apr. 1931.(...) She (scil. Norsa) has been able to put together a miniature out of a number of fragments and by her description of it it sounds rather unusual. One of the Greek documents is part of a medical treatise and another is a calendar with astrological observations. Evidently the priests did a certain amount of doctoring as well and we have found quite a number of [wooden] pill boxes, one [with its stopper still in place] with the pills [or seeds] still inside."

PSI Congr. XX 5, prescrizione medica, III sec.d.C.

Il rotolo, la cui altezza stimata è di 32 cm, doveva constare di almeno 9 colonne di ca. 10 cm, per un’estensione minima di 108 cm. Il testo, distribuito in colonne di almeno 62/63 righi con 26-28 lettere per riga, è diviso in sezioni introdotte dal lemma ἄλλο, con alpha di modulo maggiore. A segnalare la separazione tra i paragrafi e le singole prescrizioni, il cui primo rigo è pure talvolta posto in ekthesis, concorre l’utilizzo di segni diacritici, come la diplè obelismene e forse un esempio rozzo di coronide.
La punteggiatura si riduce a pochi esempi: oltre alla dieresi apposta su iota iniziale e finale di parola, un doppio punto segnala una pausa sintattica (IV 17). Il testo mostra segni di revisione, incorporati dallo stesso scriba, quali correzioni e aggiunte sopralineari.
La scrittura, collocabile tra la fine del I e gli inizi del II sec. d.C., costituisce una libraria poco elegante ma improntata alla chiarezza e leggibilità; tra le lettere, dal tracciato curvilineo e rotondeggiante, si distinguono l’alpha rigido, l’epsilon e il theta dal trattino mediano staccato, il sigma in due tempi. Trattini di coronamento sono talvolta apposti alla base delle verticali di kappa, tau e phi.
Esempio di ἄλλο, apposto all’inizio delle diverse sezioni del trattato.
Il segno apposto nell’intercolumnio tra la VI e la VII colonna, forse un esempio rozzo di coronide.
Andorlini, I., Trattato di medicina su papiro, 1995.
Andorlini, I., “Medical Treatise (addenda to PSI inv. 3054),” in GMP II (2009), pp. 3-14.
Begg, D.J.I., “"It was Wonderful, Our Return in the Darkness with... the Baskets of Papyri!" Papyrus Finds at Tebtunis from the Bagnani Archives, 1931-1936,” BASP 35 (1998), pp. 185-210.
Botti, G., I papiri ieratici e demotici degli scavi italiani di Tebtynis. Comunicazione preliminare, in Atti del IV Congresso. Internazionale di Papirologia, Firenze 28 Aprile – 2 Maggio 1953, Aegyptus 15 (1936), pp. 217-223.
Jones, A., "Mathematics, Science, and Medicine in the Papyri," in R. Bagnall (ed.), The Oxford Handbook of Papyrology, Oxford 2009, pp. 338-357.
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Hanson, E.A., "The Greek Doctor in Ptolemaic, Roman, and Byzantine Egypt," in N. Reggiani (ed.), Greek Medical Papyri: Text, Context, Hypertext, Berlin-Boston 2019, pp. 123-132.
Ultimo aggiornamento
25.03.2026